Il panino con 2 anni di scadenza
Il panino con 2 anni di scadenza
Incredibile ma vero: possiamo dire addio ai controlli continui delle scadenze!Sappiamo bene che i prodotti del comparto fresco hanno una shelf life di pochi giorni, il che comporta grande attenzione da parte dei gestori per ciò che concerne le date di scadenza. A ciò si aggiunge la delicatezza del packaging: un forellino è sufficiente a far ammuffire un tramezzino in poche ore, con tutti i rischi che ne conseguono.
Sembra che questi problemi possano trovare soluzione: un gruppo di scienziati americani della base militare di Natick (Massachussets) sta lavorando alla produzione di un panino che resta fresco per 2 anni. Cavie dell’esperimento sono i militari americani già abituati a pasti pronti, confezionati in modo che possano durare fino a 3 anni. Si chiamano M.R.E. (Meal Ready to Eat) e sono pasti completi composti da un secondo con contorno di verdure, formaggio, dessert, caffè e the, completi di condimenti, posate, tovagliolo e addirittura un sistema chimico di riscaldamento. Perché abbiano lunga durata è necessario che gli M.R.E. vengano confezionati in modo che non si verifichino contaminazioni batteriche, normalmente favorite dalla presenza di acqua e ossigeno.
Per poter realizzare un panino “immortale” occorre, quindi, sottrarre l’acqua agli alimenti che lo compongono ed eliminare l’ossigeno dalla confezione, senza ricorrere a sistemi quali refrigerazione, disidratazione o liofilizzazione.
I ricercatori di Natick hanno dovuto scegliere per il loro panino alimenti privi di acqua ed eliminare la seppur minima quantità di ossigeno che resta normalmente inglobata nella confezione, inserendo al suo interno dei sacchetti di limatura di ferro che ha la proprietà di trattenere l’ossigeno impedendogli di aggredire il panino.
Per quanto la descrizione qui fatta non stimoli l’appetito di nessuno, dobbiamo pensare che il panino “highlander” potrebbe ritornare utile in situazioni estreme, come quelle paventate in tanti film apocalittici.
Ma chi inserirebbe mai uno snack del genere all’interno di un distributore automatico? E seppure qualche gestore coraggioso volesse provarci, quale consumatore oserebbe addentarlo?
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